giovedì 2 febbraio 2012

Come una Barbie

Forse avrete sentito parlare di Sarah Burge.
È entrata nel giunness per la sua somiglianza alla bambola Barbie, ottenuta dopo numerosi interventi che le sono costati la bellezza di 800.000 sterline.
Giusto un mese fa è tornata al centro dell'attenzione per aver regalato al figlia Poppy, di appena sette anni, un buono del valore di 7000 sterline per un'operazione al seno. Unica condizione imposta dalla madre -un paradosso- è l'età: potrà ricorrere all'intervento solo dopo aver raggiunto i sedici anni.
Non so come la pensiate, ma io ritengo sia un comportamento piuttosto egoista; sembra significare:"Figlia mia, devi assomigliarmi in tutto e per tutto!"; sembra dire:"Decido io cosa devi fare del tuo corpicino".
È recente anche il caso delle protesi per il seno prodotte con materiali pericolosi, addirittura cancerogeni.
Dunque la bellezza, quando -è questo il caso- diventa morbosa, costituisce un pericolo.
Ricordo, che si tratta del mio parere e che non è universale, ma a questo punto mi sorge spontaneo chiedermi:"Davvero tutto ciò è necessario? Non possiamo farne a meno?".
Posso capire che ci si senta un po' strette, un po' prigioniere, in un corpo che non ci piace, che non è come vorremmo. Riconosco anche che purtroppo viviamo in una società che non fa sconti, sempre pronta a giudicare e a deridere, dai sentimenti e dagli ideali appiattiti. Naturalezza e semplicità, due aspetti importanti, sono sempre più persi di vista.
Questo non aiuta, ma dobbiamo imparare ad accettarci per quello che siamo, tentando di migliorarci senza ricorrere al silicone, mostrando le nostre qualità. Se impariamo ad osservarci -e ad essere osservati- con gli occhi del cuore, scopriremo che la bellezza interiore si tramuterà, come per incanto, in bellezza esteriore, una bellezza capace di attrarre molto più rispetto ad un corpo di plastica.