Alle soglie del 2012 ancora va in onda il Grande Fratello.
Lo stesso vale anche per molti altri programmi TV.
Sopravvivono perché la gente continua a seguirli…
Ma perché?
Che gusto si prova a guardare venti sciocchi -di cui una parte lo è sul serio mentre la restante è costruita e lo fa per soldi- rinchiusi in una casa di lusso, che dopo due giorni hanno già litigato, piagnucolato, trovato un futuro partner, costruito strategie o cercato altra maniera per mettersi in mostra?
Vorrei capire quale giovamento possiamo trarre osservando venti ratti che se la spassano in una casa fornita d'ogni confort -alla faccia della crisi!-, oziando tutto il giorno ed uscendo dal loro letargo solo per dare spettacolo.
Vorrei sapere quale piacere otteniamo studiando ventiquattr'ore su ventiquattro ragazzi simili a noi che passano nove mesi in una villa e, dopo essersi ridicolizzati per la loro inciviltà ed ignoranza, otterranno quasi sicuramente, una volta usciti dalla casa, un gratuito futuro nello spettacolo.
La cosa dovrebbe mandarci in bestia, specialmente in periodi come questo, in cui il futuro delle nuove generazioni è sovrastato da un enorme punto interrogativo. Mentre noi lottiamo per ottenere un lavoro ai concorrenti del GF viene servita su un piatto d'argento fama e popolarità senza ch'essi abbiano sopportato grandi sforzi.
È sufficiente infatti che ignorino le più basilari regole di lingua e che non conoscano l'abc di storia, matematica e scienze.
È sufficiente che si urlino addosso, si spintonino e si azzuffino, che siano scurrili, che sappiano giocare con la parola amore.
È poi ormai risaputo che i concorrenti della casa non vengano selezionati per il loro spessore morale e psicologico, ma perché raccomandati. Spesso e volentieri sono infatti parenti o amici di personaggi famosi ad entrare, o ragazzi che in passato sono comunque già apparsi in TV o sulle riviste e che vengono ingaggiati per il loro bell'aspetto.
È palese perciò che il Grande Fratello sia qualcosa di totalmente costruito, pianificato a tavolino.
E noi? Seduti sul divano la sera ancora ci divertiamo con questi fenomeni da baraccone?
Frane ed inondazioni cancellano paesi liguri e piemontesi, la crisi incombe, il mondo è in rivolta, i sani principi pargono scomparsi, ma noi ancora guardiamo il Grande Fratello.
Ogni cosa è appesa ad un sottile filo delicato.
Manchiamo d'equilibrio.
Nonostante tutto noi ancora guardiamo il Grande Fratello.
Manchiamo d'equilibrio.
Nonostante tutto noi ancora guardiamo il Grande Fratello.
Arriverà -spero- il giorno in cui questo programma passerà di moda e nessuno più si sognerà di guardarlo, ma solo perché è passato di moda, non perché ci si è accorti che è il peggiore ritratto dell'Italia.
