Sono forse morti i tempi di Janis Joplin e dei Rolling Stone?
Dei Beatles e dei Pink Floyd?
Sdraiata sul letto, occhi chiusi. CD nello stereo.
Ormai lo so a memoria: conosco ogni parola, anticipo le seguenti.
Ecco, isolo la chitarra elettrica, quel suono perfetto, così carico, sicuro…Ora mi concentro sulla batteria, il pianoforte, il basso… Che suoni chiari, perfetti…
Mentre canticchio a mezza voce mi si riempie il cuore.
Ho tutto quello che desidero in questo momento, e poi Lui sembra parlare proprio a me! Una fetta della mia vita É in quella canzone… Ed ecco, è finito tutto troppo in fretta, in un soffio.
Apro gli occhi, spengo lo stereo ed esco in giardino.
Ho bisogno di riflettere, quindi mi sdraio sul prato, al sole; la sensazione è magnifica: il sole di primavera scalda timidamente ogni centimetro della mia pelle e le borchie di metallo del mio braccialetto, il venticello solleva leggermente gli angoli della mia t-shirt sui jeans e diffonde il profumo dei fiori e dell'erba.
Diavolo! Perché QUI nessuno conosce questa musica?!
Mh… Forse la domanda corretta sarebbe:«Perché QUI nessuno conosce la MUSICA?»
Lasciamo perdere i dizionari; la musica, dentro di noi, nella nostra testa e nel nostro cuore, come possiamo spiegarla?
È strano, quasi surreale l'effetto che provoca, eppure non sappiamo dire cosa sia. Io sono arrivata a ritenere che esistano due ipotesi.
Materialmente, la musica, è una sorta di reazione chimica che coinvolge non so bene quali elementi e carica le nostre batterie, ci mette di buon umore, ci fa riflettere, gioire o intristire, ci permette di amare o odiare, di patire o curare sofferenze. Medicina o no, l'aspetto "materiale" è strettamente legato a quello astratto, inconsistente, ultraterreno. Tale aspetto sono proprio i sentimenti che la musica scatena in noi. Fitte allo stomaco, nodi alla gola, strette al cuore sono altri effetti, più o meno immaginari, che essa provoca.
Fino a qui non è complicato.
Ora, io ascolto punk, rock e metal; non certo generi morbidi, me ne rendo conto; il problema è che mi giro e sento pronunciare solo le parole "Techno", "Hardstyle", "Hardcore", che per me hanno tutte lo stesso significato… Ho dovuto farmi spiegare la differenza, perché non capivo…
Sono andata su internet, ho digitato una delle parole e provato ad ascoltare, giungendo alla conclusione che forse i giovani non hanno ben presente il concetto di musica.
Premetto che mi è difficile essere obbiettiva, quindi dovete accettare il mio parere per quello che è e decidere se condividerlo oppure no. Premetto anche che non intendo attaccare nessuno perché rispetto qualsiasi vostro gusto musicale. Desidero soltanto capire…
Per me la musica è strumento, dita che pizzicano corde o premono tasti, un plettro tra le labbra -noi chitarristi ci capiremo ;)-, il fiato nel sax, bacchette indaffarate tra piatti e tamburi, voci che si intrecciano, fino a morire in un'ultima nota. E fogli, tanti fogli, spartiti, accordi.
Ma allora, se la musica è davvero tutto questo -come io mi ostino a credere-, cosa vi porta ad amare un genere interamente studiato ed elaborato al computer?
Una macchina può rubarci il piacere di poggiare i polpastrelli sulle corde di una chitarra, sui tasti di un piano, sull'archetto di un violino, sulle bacchette di una batteria? È questo che vogliamo?
O forse… Sono io che ho sbagliato generazione?

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