La mia testa non cammina incollata al resto del corpo, ancorata al suolo, ma a decine di metri d'altezza, tra le nuvole e l'azzuro infinito del cielo.
Lassù, la mia testa, osserva il mondo da una stravagante e forse un po' distorta prospettiva.
Lassù, la mia testa, sogna, riflette, e spesso parla con sè stessa, producendo interminabili monologhi e partorendo considerazioni, ma rimanendo sempre perennemente confusa.

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